Dott. Danilo De Mari tra gli ulivi, copertina della puntata sul grasso viscerale.

Grasso viscerale: il grasso che non vedi

DENTRO IL CORPO UMANO · CON IL DOTTOR DE MARI

Due persone possono pesare allo stesso modo e avere una distribuzione del grasso molto diversa. Per capire la salute metabolica, il numero sulla bilancia è soltanto l’inizio della storia.

Quando pensiamo al grasso della pancia, immaginiamo spesso quello che possiamo afferrare con le mani. Esiste però un comparto più profondo, all’interno dell’addome: il grasso viscerale. Conoscerlo aiuta a comprendere meglio il rapporto tra composizione corporea, insulina e fegato, senza fermarsi all’aspetto esteriore.

In questa puntata di Dentro il corpo umano ti accompagno in un viaggio tra anatomia e abitudini quotidiane. Puoi guardare gratuitamente il video completo qui sotto e usare l’articolo per ritrovare i passaggi più importanti.

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Il grasso che non vedi: dove si trova, perché conta e da quali abitudini cominciare.

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Sotto la pelle o intorno agli organi: la differenza conta

Il grasso sottocutaneo si trova immediatamente sotto la pelle. È una riserva energetica e svolge funzioni protettive e metaboliche. Il grasso viscerale si trova più in profondità, nella cavità addominale, in strutture che circondano e sostengono gli organi.

Anche il grasso viscerale ha funzioni fisiologiche. Il problema riguarda soprattutto il suo accumulo eccessivo e le alterazioni del suo funzionamento, che possono accompagnarsi a un maggiore rischio metabolico e cardiovascolare.

Sezione schematica dell’addome: grasso sottocutaneo turchese sotto la pelle e grasso viscerale arancione all’interno della cavità addominale.
Due comparti distinti. Illustrazione didattica realizzata con supporto dell’intelligenza artificiale: non in scala e non utilizzabile per valutazioni diagnostiche.

Non conta soltanto quanto pesi, ma anche dove si distribuisce il grasso corporeo.

Il grasso è un tessuto che comunica

Gli adipociti, le cellule del tessuto adiposo, immagazzinano energia sotto forma di trigliceridi. Producono anche sostanze biologicamente attive, tra cui le adipochine, coinvolte nella regolazione del metabolismo.

Quando il tessuto adiposo si espande e il suo funzionamento si altera, possono cambiare i segnali che produce e aumentare alcune cellule immunitarie, come i macrofagi. In determinate condizioni questo contribuisce a uno stato di infiammazione cronica di basso grado.

È una condizione lieve e persistente, diversa dall’infiammazione evidente che associamo a una ferita. Questo passaggio aiuta a capire perché parlare di grasso viscerale significa parlare del funzionamento dell’organismo, oltre che della sua forma.

Insulino-resistenza: quando la risposta cambia

L’insulina è un ormone essenziale prodotto dal pancreas. Contribuisce a regolare il glucosio nel sangue, favorendone l’utilizzo e l’immagazzinamento nei tessuti.

Nell’insulino-resistenza, alcune cellule rispondono meno efficacemente alla sua azione. Il pancreas può compensare producendo più insulina; se la compensazione diventa insufficiente, la glicemia può aumentare.

L’eccesso di grasso viscerale è spesso associato a questa condizione, ma non ne è l’unica causa. Il quadro dipende da più fattori e richiede una valutazione complessiva. Approfondimento: NIDDK, insulino-resistenza e prediabete.

Il collegamento con il fegato

Alcuni depositi adiposi viscerali liberano acidi grassi che possono raggiungere il fegato attraverso la circolazione portale. Questo collegamento è stato studiato direttamente nell’uomo. Studio: Nielsen e colleghi, Journal of Clinical Investigation.

Un flusso eccessivo di acidi grassi, insieme ad altre alterazioni metaboliche, può contribuire all’accumulo di lipidi nelle cellule epatiche: la steatosi epatica. Quando sono presenti specifici fattori di rischio cardiometabolici, si parla di MASLD, malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica.

Il grasso viscerale è dunque una parte del quadro: non spiega da solo ogni situazione di steatosi e non permette, guardando l’addome, di stabilire come sta il fegato.

Il metro oltre la bilancia

La circonferenza vita può aggiungere un’informazione utile alla valutazione del rischio metabolico. Il protocollo descritto nel video prevede di misurare a metà strada tra l’ultima costa palpabile e il margine superiore dell’osso del bacino, con il metro orizzontale, senza comprimere la pelle e dopo una normale espirazione.

Valori orientativi per adulti europei
Riferimento Rischio aumentato Rischio più elevato
Uomini Da 94 cm Da 102 cm
Donne Da 80 cm Da 88 cm

Il girovita non misura direttamente il grasso viscerale e non costituisce una diagnosi. Questi riferimenti vanno interpretati insieme agli altri parametri di salute; le soglie possono variare in base alla popolazione considerata. Fonte: rapporto OMS su circonferenza vita e rapporto vita-fianchi.

Tre ambiti su cui lavorare, con continuità

Nel video parto da un punto preciso: non esistono un alimento miracoloso che sciolga il grasso della pancia o un esercizio capace di eliminarlo esclusivamente da quella zona. Possiamo però lavorare su scelte concrete.

1. La qualità dell’alimentazione

Verdure, legumi, cereali integrali e fonti proteiche adeguate fanno parte di un’alimentazione equilibrata. Quando serve ridurre il peso, un deficit energetico sostenibile può favorire la diminuzione del grasso corporeo. Il punto è costruire un insieme di scelte adatto alla persona, senza attribuire poteri speciali a un singolo alimento.

2. Il movimento

Attività aerobica e allenamento di forza possono contribuire a ridurre il grasso viscerale e migliorare la sensibilità all’insulina. Camminare e allenare i muscoli sono possibilità complementari, da adattare alle proprie capacità e condizioni.

3. Le abitudini quotidiane

Dormire a sufficienza, limitare la sedentarietà e gestire lo stress fanno parte dell’attenzione alla salute metabolica. La continuità nasce anche dalla possibilità di integrare queste scelte nella propria vita.

Le indicazioni generali su alimentazione equilibrata e attività fisica sono approfondite anche nelle risorse dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Tre domande da portare con te

Il peso normale esclude un eccesso di grasso viscerale?

No. Il peso da solo non descrive la distribuzione del grasso. Due persone con lo stesso peso possono avere composizioni corporee diverse.

Il metro mi dice quanto grasso viscerale ho?

No. La circonferenza vita è un indicatore utile per valutare il rischio, da interpretare nel contesto personale: non quantifica direttamente quel comparto adiposo.

Da quale cambiamento cominciare?

Da una scelta concreta e sostenibile tra alimentazione, movimento e abitudini quotidiane. La strategia va adattata alla situazione individuale; quando ci sono condizioni cliniche, è importante confrontarsi con il professionista sanitario di riferimento.

«La salute comincia con la conoscenza.»

Capire cosa succede nel corpo è un primo passo per scegliere con maggiore consapevolezza. Nella puntata completa trovi le spiegazioni e gli schemi che collegano questi concetti.

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Dott. Danilo De Mari
Farmacista e divulgatore.

Contenuto divulgativo: le informazioni generali non sostituiscono una valutazione sanitaria personale.

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